Per te e la famiglia
Un piano di risparmio per i figli
Il libretto di risparmio basta ancora?
Un libretto intestato al minore è comodo da aprire, ma con i tassi attuali il capitale resta fermo mentre i costi e le spese corrono.
Quanto gli serve davvero e per quando?
La patente, l’università, la prima casa: tappe diverse, con date diverse. Un piano che mette insieme tempo, importo e strumento risponde meglio di un conto lasciato accumulare senza una direzione.
Perché il libretto non basta più
Il libretto di risparmio è uno strumento semplice e sicuro, ma pensato per custodire, non per far crescere. Oggi il rendimento è minimalissimo e porta comunque con sé due costi fissi.
- Gli interessi dei libretti sono tra i più bassi del mercato
- Sugli interessi si applica una ritenuta del 20%
- Quando la giacenza media supera 5.000 euro si paga l’imposta di bollo di 34,20 euro annui
- L’inflazione erode il potere d’acquisto del capitale fermo
- Il denaro resta disponibile, ma non cresce verso un obiettivo
Due numeri da conoscere
20%
La ritenuta applicata agli interessi del libretto di risparmio, prima dell’imposta di bollo.
34,20 €
L’imposta di bollo annua sul libretto, dovuta quando la giacenza media supera 5.000 euro.
Ogni tappa ha la sua data
Un piano di accumulo non è un prodotto unico: è la somma di più accantonamenti, ciascuno con il proprio orizzonte.
Fino a 3 anni
Spese vicine nel tempo: serve disponibilità, non rendimento.
Da 3 a 10 anni
Studi e progetti: versamenti periodici, con controlli regolari.
Oltre 10 anni
Orizzonte lungo: più spazio alla crescita, con verifiche annuali.
Le più frequenti
Le spese che arrivano per tappe
Le spese per un figlio non si presentano tutte insieme: arrivano per gradi, quasi sempre annunciate con qualche anno di anticipo. È proprio quell’anticipo a renderle pianificabili.
- Patente e scooter: la prima libertà di movimento, tra i 16 e i 18 anni
- Apparecchio ortodontico e cure: importi importanti concentrati in pochi mesi
- Scuola superiore, università e master: rette, libri, trasferte
- Un anno di studio all’estero o uno scambio alla pari
- La prima auto e i costi che porta con sé: bollo, assicurazione, manutenzione
Come si costruisce un piano
- 1
Obiettivo e data
Università, patente, prima casa: quanto serve e entro quando.
- 2
Importo periodico
Quanto accantonare ogni mese, senza pesare sul bilancio familiare.
- 3
Intestazione
Il piano è intestato a un genitore, che versa e decide. Il passaggio al figlio si valuta più avanti.
- 4
Strumento
Soluzioni coerenti con l’orizzonte, i costi e la disponibilità che volete mantenere.
- 5
Verifica
Controllo periodico e adeguamento quando cambiano esigenze e priorità.
Un piano che non si può sostenere per dieci anni, tanto vale non iniziarlo.
Il contratto è del genitore e il progetto è del figlio
Un piano di risparmio viene intestato a un genitore: è lui a versare, a firmare e a decidere. Il figlio è il destinatario del progetto, non il titolare del contratto. Per questo conviene stabilire prima, con calma, che cosa fare quando il momento arriverà.
Che cosa si può fare arrivati al momento
Cedere il contratto
Il piano passa al figlio, che ne diventa titolare e da quel momento lo gestisce in prima persona.
Donare il capitale
Si trasferisce la somma al figlio, anche in più passaggi e in momenti diversi.
Conservarlo e sostenere
Si tiene il piano e lo si usa per accompagnarlo: una spesa alla volta, senza vincoli.
Se il genitore viene a mancare, il valore del piano non entra nella successione: il capitale viene corrisposto al beneficiario designato.
Mettiamo una data accanto a ogni obiettivo.
La consulenza promossa è senza costi.
Domande frequenti
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